IL PROGETTO - LA DEMOLIZIONE SELETTIVA
Uno dei risultati attesi del progetto VAMP è rappresentato dalla definizione
di una metodologia e di istruzioni tecniche per l’esecuzione delle attività
di demolizione edilizia con criteri che consentano la riduzione delle quantità,
la gestione razionale e la massima valorizzazione dei rifiuti.
Le attività di C & D producono prevalentemente rifiuti non pericolosi,
ma in quantitativi molto rilevanti. Rispetto all’attività che li genera i rifiuti
C & D possono essere ritenuti una categoria relativamente omogenea, ma dal
punto di vista della loro natura essi sono costituiti da un insieme numeroso
ed eterogeneo di materiali diversi.
Nell’ottica di una riduzione della quantità di rifiuti, tanto in generale quanto
intesi come materiali destinati alla discarica, un ruolo fondamentale è giocato
dalla fase di progettazione dell’organismo edilizio che dev’essere pensata in
funzione di un disassemblaggio finale del manufatto (e/o delle sue parti) e
della sua demolizione. E’ attraverso lo smontaggio selettivo degli edifici,
o demolizione selettiva, che si possono isolare frazioni monomateriali riusabili
e/o ricicabili, che consentono la valorizzazione degli scarti come materie prime
seconde. La regola generale infatti è che quanto più omogeneo è il materiale,
tanto più elevate sono le possibilità di un riciclo di alta qualità rispetto
a un riciclo che veda il materiale sottoutilizzato da un punto di vista prestazionale,
ovvero interamente condizionato dalle caratteristiche della sua frazione meno
pregiata.
La separazione all’origine richiede l’ausilio di tecniche che vengono indicate
con il termine generale di demolizione selettiva. Lo scopo della decostruzione
è quindi quello di aumentare concretamente il livello di riciclabilità degli
scarti generati nel cantiere di demolizione qualunque sia la configurazione
di partenza dell’edificio secondo un approccio che privilegia l’aspetto della
qualità del materiale ottenibile dal riciclaggio.
Questo si realizza mediante la definizione di metodiche di caratterizzazione
e trattamento dei materiali, che danno origine a due procedure distinte, una
di valutazione/analisi della fattibilità dello smontaggio dei componenti
e una di quantificazione dei componenti e dei materiali.
Queste due procedure diagnostiche devono essere viste come strumenti complementari
da utilizzarsi durante l’analisi di fattibilità dello smontaggio/selezione dei
possibili elementi selezionabili .
Il percorso da seguire nella valutazione degli elementi implica infatti frequenti
cambiamenti di scala; si parte dalla visione dell’unità nel suo stato assemblato
generale e si cerca di capirne la prestazione residua; poi si adotta una scala
più ridotta, scendendo nel particolare e valutando la prestazione residua dei
singoli elementi componenti che possono contribuire pesantemente sulla valutazione
generale; infine si ritorna ad una scala generale per cercare di trarre una
valutazione di massima sull’unità stessa.
Valutazione/analisi della fattibilita’ dello smontaggio dei componenti
Obiettivi
Dopo l’elaborazione delle liste di scomposizione dell’edificio, il passo successivo
è stato quello di incominciare a esaminare i criteri per la definizione/determinazione
della prestazione residua, intesi come l’insieme dei requisiti che un
elemento/tipologia/componente dell’unità costruttiva deve possedere e soddisfare
perché sia possibile un suo riutilizzo previo smontaggio.
Nella prestazione residua sono state individuate le seguenti caratteristiche
da valutare:
- Funzionalità, intesa come capacità del componente di soddisfare
le prestazioni funzionali tipiche che ne contraddistinguono la natura e la
funzione propria;
- Aspetto, cioè l’analisi dell’aspetto superficiale per verificare
la presenza di degradazioni non superiori a quelle provocate dalla normale
usura;
- Geometria, ossia la rispondenza del prodotto a standard di progetto
dai quali è lecito presumere determinate qualità del prodotto; in pratica
il componente non deve presentare modificazioni e deformazioni delle proprie
caratteristiche geometriche non superiori a quelle provocate dalla normale
usura.
Naturalmente la valutazione non si esaurisce con i criteri appena esposti,
in quanto occorre prendere in considerazione altri due aspetti altrettanto importanti:
il pregio e la valutazione per aggregato - componente.
Il pregio, inteso come valore intrinseco, implica considerazioni sulla “antichità”
dell’elemento e sulla sua commerciabilità. Ad esempio le piastrelle del ‘500
sono recuperabili e riutilizzabili anche con una prestazione residua compromessa,
in quanto hanno un fiorente mercato.
La valutazione per aggregato – componente comporta una diagnosi che prevede
frequenti cambiamenti di scala, nel senso che occorre guardare prima il componente
nella sua forma aggregata (ad es. di una muratura si guarda la tessitura), poi
la scala si restringe e si passa ad esaminare il singolo elemento nella sua
forma disaggregata (di una muratura si esamina il singolo mattone, a cui vengono
applicati i criteri di prestazione residua esposti nelle schede) e infine si
ritorna al generale per fare una valutazione di massima.
Per ogni scheda sono stati considerati gli elementi/tipologie/componenti appartenenti
all’elenco R2, per i quali cioè è previsto il riutilizzo e reimpiego previo
smontaggio..
Contenuti
e struttura
Per ogni elemento/tipologia/componente dell’unità costruttiva sono state realizzate
due schede in cui si cerca, in maniera schematica, di identificare le caratteristiche
da valutare e la metodologia di valutazione, per arrivare a capire se il riutilizzo
dell’elemento/tipologia/componente considerato è possibile.
Per evitare inutili ripetizioni sono stati riuniti in un'unica scheda quegli
elementi/tipologie/componenti che si possono trovare in unità diverse (ad es.
il componente mattone in laterizio per le unità Coperture, Elevazioni orizzontali
ed Elevazioni verticali).
La prima scheda è stata organizzata nel seguente modo:
Gli elementi costitutivi sono:
- Unità: l’unità costruttiva
(o scheda) di riferimento (es. Coperture, Elevazioni orizzontali, Impianti sanitari,
ecc…);
- Elemento/Tipologia/Componente:
parte dell’unità alla quale è stata applicata l’analisi della prestazione residua;
- Prestazione residua:
vengono analizzate le caratteristiche specifiche;
- Diagnosi: si tratta
di una specie di guida sintetica, non esaustiva, che cerca di guidare chi deve
esaminare l’elemento/tipologia/componente nella valutazione; in pratica vengono
esaminate e spiegate le caratteristiche della prestazione residua individuate;
- Bibliografia: sono
citati i riferimenti bibliografici da cui sono state prese le informazioni.
La seconda scheda riassume in maniera schematica i parametri, individuati nella
prima scheda, da osservare. Si definisce così la prestazione da accertare, descrivendo
il metodo da seguire per la sua valutazione qualitativa ed il criterio da usare
“in opera” per decidere se l’oggetto in questione passa o non passa.
La seconda scheda è stata organizzata nel seguente modo:
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OGGETTO
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ESIGENZA
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REQUISITO
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PRESTAZIONE
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METODO
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Funzionalità
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Aspetto
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Geometria
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Gli elementi costitutivi sono:
- Oggetto: l’elemento/tipologia/componente
di riferimento (es. Trave in legno, Mattone in laterizio, Recinzione, ecc…);
- Esigenza: ovvero i
criteri di prestazione residua individuati;
- Requisito: le caratteristiche
specifiche individuate per ciascun criterio di prestazione residua;
- Prestazione: i parametri
da osservare per soddisfare ciascun requisito;
- Metodo: il metodo
utilizzato per verificare la prestazione richiesta.
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